Sullo sfondo della composizione di John Cage, questo collage sonoro presenta Marcel Duchamp mentre parla della propria intenzione, dettata dall'ego, di «uccidere l'arte». Segue John Cage, che sostiene la creazione di un'arte libera dall'ego dell'artista e concentra l'attenzione sulla rimozione di quell'ego dal processo.
La narrazione della storia dell'arte è una vicenda di prospettive mutevoli e di evoluzione ciclica. In origine l'arte serviva da mezzo per comunicare concetti più ampi e narrazioni morali, agendo più come significante che come esperienza estetica autonoma. Questo paradigma mutò con l'avvento dell'arte moderna, un periodo segnato dall'unità di forma ed essenza estetica, concentrato sull'«arte per l'arte» e sul puro piacere della bellezza visiva.
Questa traiettoria venne tuttavia rovesciata, soprattutto sotto l'influenza di artisti come Marcel Duchamp, che definì le opere del periodo moderno «arte retinica» per descrivere con condiscendenza un'arte rivolta soltanto all'occhio. Fu una controrivoluzione che riportò in primo piano l'approccio tradizionale e concettuale all'opera, attribuendo più valore all'idea, al concetto, che al valore estetico. O alla poetica. O alla bellezza. Segnò il passaggio a un nuovo regime, quello delle interpretazioni concettuali e dell'impegno intellettuale che, inaspettatamente perfino per Duchamp, divenne il nuovo canone, la dottrina per almeno i cento anni successivi.
Duchamp (1968): [...] Il fatto che siano considerati con la stessa reverenza riservata agli oggetti d'arte significa probabilmente che non sono riuscito a risolvere il problema di eliminare completamente l'arte. Forse in parte perché ho soltanto pochi Ready-made. Se conto 10 o 12 gesti di questo tipo in tutta la mia vita, è tutto. E ora sono contento di averlo fatto, perché è qui che gli artisti di oggi sbagliano, credo. Bisogna ripetere? La ripetizione è diventata il grande nemico dell'arte in generale.
- Quello che cercava anche di fare, se ho capito bene, era svalutare l'arte come oggetto, semplicemente dicendo: «Se dico che è un'opera d'arte, allora diventa un'opera d'arte».
- Sì, ma... l'opera d'arte non è così importante per me. Non mi interessa la parola arte, perché è stata così, sa, screditata.
- Ma lei ha di fatto contribuito a questo discredito, vero, e in modo del tutto deliberato?
- Sì, deliberatamente, quindi volevo davvero liberarmene, perché allo stesso modo in cui molte persone oggi hanno fatto a meno della religione, c'è oggi una sorta di adorazione non necessaria dell'arte che trovo superflua. E penso, non so, che questa sia una posizione difficile perché l'ho sempre sostenuta e voglio ancora liberarmene, capisce? E non posso spiegare tutto ciò che faccio perché faccio le cose come le fanno le persone, e non sanno perché le fanno, sa?
Fonti:
An Interview with Marcel Duchamp, From 1968
Marcel Duchamp interview on Art and Dada (1956)
Marcel Duchamp - BBC interview (1968)
John Cage Interviewed by Jonathan Cott (1963)
